Area Attrezzata Brich di Zumaglia e Mont Préve



 La Storia
La rocca di Zumaglia venne edificata con ogni probabilità durante l'Episcopato di Lombardo della Torre (Vescovo di Vercelli dal 1328 al 1343) ricordato particolarmente per la sua massiccia opera di fortificazione del territorio; in seguito alla sua sospetta morte gli Avogadro di Valdengo assalirono il castello, lo espugnarono e misero in fuga il governatore-castellano che vi abitava. Durante l'episcopato di Giovanni Fieschi la rocca venne ulteriormente rafforzata diventando uno dei cardini del sistema difensivo episcopale: quando i rapporti con la comunità di Biella erano particolarmente difficili il Vescovo si rifugiava a Zumaglia.
Nel 1377 dopo la sommossa popolare di Biella contro il vescovo Fieschi anche la rocca di Zumaglia venne occupata dai rivoltosi e consegnata al Conte Amedeo VI di Savoia; negli anni successivi furono messi in atto importanti lavori di rafforzamento delle difese castellane e furono acquistati nuovi armamenti tra cui un cannoncino.
Nel 1525 l'intero feudo era nelle mani di Filiberto Ferrero Fieschi che tradì prima i Savoia alleandosi segretamente con i francesi salvo in seguito tradire anche questi ultimi. Dopo il suo arresto, nella presa di possesso della rocca, i nuovi occupanti scoprirono, murato in una cella sotterranea, il capitano Giovanni Francesco Pecchio lì detenuto da 20 anni.
Nel 1558 la storia del castello viene segnata profondamente: il generale antifrancese Cesare Maggi, comandante delle truppe ducali, scatena una controffensiva antifrancese riuscendo ad espugnare vari castelli incluso quello di Zumaglia. Nell'avvenimento la rocca subisce danni spaventosi inducendone la definitiva demolizione.
Dopo vari passaggi di proprietà, nel 1870 il marchese Cantono-Ceva fa costruire sui resti del castello una caratteristica torre a pianta quadrata. Ma è nel ventennio fascista che il Brich di Zumaglia assume l'aspetto ancora oggi apprezzabile: il proprietario, l'On. Vittorio Buratti, fa costruire, in linea con l'orientamento ed il gusto architettonico del tempo, un nuovo castello inglobandovi i pochi miseri residui dell'antica rocca; inserisce inoltre elementi architettonici classici, monumenti, fioriere, epigrafi scolpite anche nella roccia e realizza l'attuale parco arricchendolo di specie esotiche (in particolare conifere) e servendolo di numerosi vialetti.
Nel 1989 la proprietà viene acquistata dalla Comunità Montana Bassa Valle Cervo di Andorno Micca, al fine di recuperare e rivalorizzare i circa 20 ha di superficie boscata in stato di degrado e di destinare a miglior uso gli immobili ivi ubicati. Dopo anni di investimenti con l'utilizzo di fondi CEE, finanziamenti specifici regionali e fondi propri volti al recupero e alla manutenzione dell'esistente, il Brich di Zumaglia si può ora considerare come un riferimento ricreativo e culturale per il biellese.
Come già detto, nel 1995 l'area è stata inclusa nel sistema delle Aree protette della Regione Piemonte ed è gestita dall'Ente di gestione delle Aree protette Baragge, Bessa, Brich e dalla Comunità Montana Bassa Valle Cervo.
Veduta aerea del Brich
Ente Gestione Aree Protette: Baragge - Bessa - Brich